Alessandro Mura

Biscotti, Latte e Tè

Va bene, fatemi andar via
Non posso restare ancora
È stato bello forse proprio come lo speravo
Ma adesso è tarda l'ora
Devo tornare a casa
Mi aspettano perché
Han promesso di vedere il sorgere del sole
Tutti quanti assieme a me
Ed in cambio io preparerò la colazione
Biscotti latte e the

Scacciando con i pugni i sogni
Dagli occhi nell'oscurità
Mio figlio minore al solito
Per primo si sveglierà
Mi accoglierà sguainando
I suoi “a condizione che”
Ma col suo discernimento
Capace di bloccarmi
Mi rapirà con se
Ed in cambio di un sorriso io preparerò
Biscotti latte e the

Sarò costretto ad andare
Fino in camera sua
Ne sono certo, lui, di svegliarsi
Non ha punto premura
Si sa che i primogeniti
Spesso ostentano una calma che
Lui agita per ora con l'adolescenza
E con i suoi cliché
Ed in cambio di un mugugno io preparerò
Biscotti latte e the

Coperta dai suoi scialli
Che sembrano non bastare mai
Con gli occhi un po' spaesati
Mi si avvicinerà lei
Mi vorrà confessare
Che non sa più se andare
Non sa se vuol restare
Che sente qui la terra

Dalle persiane filtrano
I raggi del primo sole
Dalla porta del salotto che è quella esposta ad est
Guardiamo quel mattino che
Da tempo aspettavamo
Come fosse un compleanno e quindi com'è tradizione
Pancakes per colazione
E mentre il giorno arriva attirandoci con se
Biscotti latte e the

E' tardi, fatemi andar via
Non posso più stare qua
Aereo, treno, nave, quello che sia
È tempo di migrare
Chi mi conosce non avrà esitazione
A capire la situazione
Gli anni mi hanno distratto
Mi hanno fatto sedere
Ma ora è tempo di ricominciare
E alle partenze e agli arrivi
Preferisco il viaggiare ed il tempo per capire
E adesso è ora di ricordare che
C'è dovunque una casa per preparare
Biscotti latte e the
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