Alessandro Mura

Il Minimo Attrito

E se poi sotto quella sciarpa in testa
Così vicina a quella della mia gente
Nascondi veramente la saggezza
Dagli occhi neri e dalle labbra strette
Di aver saputo usare l'esperienza
Di quelli che non hai mai visto in faccia
Di cui rimane solo ombra e scienza
Ma le cui idee pare che ti piacciano

E se hai i capelli sciolti sulle spalle
Ti piaci meno che con quella crocchia
Che ora nascondi dietro al fazzoletto
Per far più scena quando apri bocca
E te lo fai cadere poi sul petto
Con gesto calmo lento misurato
E sottolinei bene le parole
Perché lo sai che il tempo a tua disposizione
S'è quasi consumato

Chi sa che fine hai fatto tu
Che sei rimasto al porto
Che non hai avuto forza di tornare
Pensando in fretta e con il fiato corto
Non ci sarebbe stato da recriminare
Coi bivi che vedevi diminuire
Se avessi scelto di tornare a casa
Da moglie e figli che sanno aspettare
Piuttosto che cercare un'altra scusa

E se passi le serate a studiare
Ad imparare come fare
A combinare gesti musiche e parole
Come se fossero i tuoi panni al sole
Disposti sempre con massima cura
Ma sempre con qualcosa che ti manca
Che cerchi ancora e non ti fa paura
Provi, riprovi e sai che non ti stanca

Chi sa che fine hai fatto tu
Che invece hai preso il volo
Che non hai avuto forza di restare
Temendo che saresti stato solo
Non ci sarebbe stato da recriminare
Coi bivi che vedevi diminuire
Se avessi scelto di cambiare
Se avessi scelto altro da fare
Se avessi scelto un'altra volta
Invece di ora che ti siedi
La sicurezza di morire in piedi
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